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Leonardo da Vinci a Pavia

Il soggiorno di Leonardo da Vinci nel territorio pavese, a Vigevano e a Pavia si ricostruisce attraverso le annotazioni e i disegni tracciati nei suoi manoscritti. e da alcuni documenti che registrano la sua presenza in momenti diversi e che lasciano intuire il suo rapporto con la corte sforzesca e gli incarichi da questa ricevuti. Il grande Professore Augusto Marinoni ebbe l'incarico di restaurare i codici leonardeschi.

Leonardo a Pavia. Traccia per un itinerario in città 

Pavia è la seconda città del Ducato sforzesco, quando Ludovico il Moro nel 1487 ne diventa signore e si impossessa del bellissimo castello “dimora che non ha eguali in Italia”. La fama e il ruolo politico di Urbs regia, sede del Palazzo reale, poi capitale del Regno longobardo, carolingio e italico e quindi sede culturale di uno Studium generale,voluto da Galeazzo II Visconti, riecheggiano ancora ai tempi di Ludovico il Moro, tanto che “Pavia sembra essere nata per disseminare cultura e uomini che si fanno strada”. E’ questa la piccola Atene in cui si imbatte Leonardo da Vinci, quando Ludovico il Moro l’8 giugno 1490, scrivendo al cancelliere ducale B. Calchi, per invitare a Pavia Francesco di Giorgio Martini a visitare i lavori della cattedrale, aggiunge di convocare “ magistro Lionardo Fiorentino et magistero Jo. Antonio Amadeo”. La Fabbriceria del Duomo pavese provvede a pagare il 21 giugno 1490 all’Osteria del Saracino il conto del soggiorno del Senese F. di Giorgio e di Leonardo fiorentino.Fervidi dibattiti si intrecciano intorno alla Fabbrica della Cattedrale, feste e tornei si tengono nel grande parco della dimora di Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona, e presso la quale Leonardo conduce alcuni lavori di ingegneria e forse anche di pitture, ma ad affascinare Leonardo, come ci mostra il Manoscritto B, che sembra essere vergato quasi per intero a Pavia, è la struttura urbana della città antica, tracciata da Opinino de Canistris,l’architettura delle chiese di Santa Maria in Pertica, di Santa Maria Segreta, l’antico anfiteatro, la Statua del Regisole, il fiume Ticino, i canali d’acqua che l’attraversano. L’incontro con personaggi di rilievo a corte e presso l’Università apre a Leonardo le porte del sapere, tanto da permettergli di approfondire i suoi interessi di matematica,di anatomia, di filosofia ed anche di teologia. Leonardo ricerca opere di autori antichi e contemporanei nella Biblioteca del castello, presso l’Università e forse presso il Monastero di San Pietro in Ciel d’Oro.

Dai codici di Leonardo da Vinci

Disegno di chiesa a pianta centrale, probabile studio per il primo progetto della Cattedrale di Pavia

Di quel di Pavia si lalda più il movimento che nessun altra cosa. L’imitazione delle cose
antiche è più laldabile che le moderne.
Non po’ essere bellezza e utilità, come appare nelle fortezze e nelli omini.
Il trotto è quasi di qualità di cavallo libero.
Dove manca la vivacità naturale bisogna farne una accidentale.
                                                                                                                           [Cod.Atl.]